Nata nel 1958, l'Unione Nazionale dell'Avicoltura ha acquisito in breve tempo un ruolo di grande importanza per l'avicoltura italiana, fino a riunire oggi la quasi totalità delle aziende avicole del nostro paese. L'U.N.A. ha accompagnato e sostenuto con la sua opera assidua e puntuale il poderoso sviluppo che ha interessato il settore avicolo, un settore che oggi rappresenta il principale comparto della zootecnia italiana ed un'attività trainante per la nostra economia.
L'U.N.A. nacque perché, similmente con quanto stava avvenendo negli altri Paesi europei, nella seconda metà degli anni Cinquanta in Italia era nata una nuova attività, quella avicola che, come tutti i neonati, aveva bisogno di protezione e sostegno. In poco più di quarant'anni l'avicoltura è divenuta e si è confermata settore leader della zootecnia italiana, l'unico autosufficiente dall'estero, ed è al primo posto in Europa per la qualità dei prodotti: traguardi questi raggiunti grazie alla costanza e alla cura con le quali i produttori italiani svolgono la loro attività.
Nel 1958 si producevano in Italia meno di 100.000 tonnellate di carne di pollame e circa 4 miliardi di uova; ogni italiano mangiava poco più di 2 chili di carni di pollame e circa 120 uova. Oggi i consumi di carni di pollame sono cresciuti di quasi 10 volte e quelli di uova sono raddoppiati.